I Padri dell’Europa ieri ed oggi- mostra fotografica

Altiero Spinelli (1907–1986) Confinato sull’isola di Ventotene dal regime fascista, Spinelli scrisse il celebre Manifesto di Ventotene (1941), pietra miliare del federalismo europeo. Fondò il Movimento federalista europeo e, eletto al Parlamento europeo nel 1979, promosse il “piano Spinelli”, progetto di trattato per un’Unione più integrata. La sua visione ispirò l’Atto unico europeo (1986) e il trattato di Maastricht (1992).


Robert Schuman (1886–1963) Politico franco-lussemburghese, partigiano durante la Seconda guerra mondiale, Schuman è considerato il padre fondatore dell’UE. Il 9 maggio 1950 — oggi Festa dell’Europa — presentò la celebre Dichiarazione Schuman, che propose di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio tra Francia e Germania, gettando le basi della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, predecessore dell’Unione europea.


Alcide De Gasperi (1881–1954) Primo ministro dell’Italia repubblicana dal dopoguerra, De Gasperi lavorò instancabilmente per la riconciliazione franco-tedesca e l’integrazione europea, convinto che la cooperazione tra Stati fosse l’unico antidoto ai conflitti. Contribuì alla nascita della CECA e fu il primo presidente della sua Assemblea parlamentare nel 1954. Sotto la sua guida l’Italia aderì al Piano Marshall e alla NATO.


David Sassoli (1956–2022) Giornalista televisivo RAI di lungo corso, Sassoli fu eletto al Parlamento europeo nel 2009 e ne divenne presidente nel 2019. Durante il suo mandato guidò l’istituzione attraverso la pandemia da Covid-19, sostenendo con forza il piano di ripresa Next Generation EU e i valori dello Stato di diritto. Simbolo di un’Europa solidale e aperta, è ricordato per il suo stile umano e il profondo impegno europeista fino alla sua scomparsa nel gennaio 2022.


Carlo Azeglio Ciampi (1920–2016) Governatore della Banca d’Italia e poi presidente del Consiglio, Ciampi fu l’artefice principale dell’ingresso dell’Italia nell’Eurozona. Come ministro del Tesoro nei governi Prodi (1996–1999), guidò il risanamento dei conti pubblici, riducendo il deficit e l’inflazione per rispettare i criteri di Maastricht. Grazie al suo rigore e alla sua visione europeista, l’Italia adottò l’euro il 1° gennaio 1999, poi circolante dal 2002.

Sonnet 4.6

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